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Corso "Settore sanitario e RSA"

PNL nel settore sanitario e nelle case di riposo

 

  1. PNL ed ASSERTIVITA’: Il mondo è frutto di una nostra interpretazione condizionata dai nostri filtri rappresentazionali. Comunicare il nostro punto di vista nel team con assertività è il primo passo per la creazione di un gruppo affiatato e vincente all’interno del quale ognuno possa trovare lo spazio per esprimersi.
  2. IL TEAM: Ogni team è formato da persone diverse con storie diverse e diverse sensibilità. Le dinamiche della vita familiare, la convivenza sul posto di lavoro, i ritmi serrati del nostro operare portano spesso ad uno stress che non sappiamo gestire. L’obiettivo del corso è quello di entrare nelle dinamiche del Team, capirne i limiti, esaltarne i punti di forza, trasformandone i processi viziosi in virtuosi.
  3. LA RELAZIONE CON FAMILIARI: Chi sono i famigliari? Conoscere chi abbiamo di fronte per capire cosa circonda la persona malata. Esiste la complessità clinica del malato, ma anche la complessità della famiglia che, davanti alla malattia, si trova a dover rimappare equilibri e speranze. Questa “rivoluzione” imposta e dolorosa troppo spesso si trasforma in rabbia che si riversa sull’operatore. Come approcciare le attese famigliare gestendone le obiezioni e rafforzare il legame con la struttura nell’interesse del paziente.
  4. ASCOLTO ATTIVO: Oggi le persone non sanno più ascoltare.  Questo è risultato di uno stravolgimento delle dinamiche della comunicazione che hanno drasticamente ridotto la nostra capacità di attenzione. Questo condiziona la nostra capacità di relazione con i nostri affetti, nel nostro team di lavoro e con i famigliari dei nostri pazienti. Come migliorare la nostra capacità di ascolto trasformando ogni obiezione in un’opportunità?
  5. IL PAZIENTE E LA RIABILITAZIONE: Ogni paziente con demenza è caratterizzato da una configurazione di compromissione cognitiva diversa e la cura della demenza si colloca in una zona di confine fra diverse discipline (Neurologia, Psichiatria, Geriatria, Psicologia).  Come affrontare la riabilitazione del paziente ponendolo al centro della sua nuova comunità? Come, attraverso la sua storia, migliorare il gesto di cura ad alleggerire il carico emotivo e fisico degli operatori?
  6. LA COGNIVITA’: Un viaggio attraverso le basi scientifiche della cognitività che parte dalla struttura celebrale e che attraversa le diverse funzioni cognitive dell’uomo (Attenzione, Memoria, Percezione, Emozione, Movimento, Linguaggio e Pensiero). Quali sono i deficit fisici che colpiscono i pazienti affetti da demenza (con un particolare focus sui Pazienti affetti da Alzheimer)? Quali possono essere le migliori strategie riabilitative per ciascuna funzione? Un approfondimento indispensabile per operatori di settore utile a comprendere le aree su cui concentrare il proprio lavoro senza disperdere energie e migliorare l’efficacia della propria azione.
  7. DISTURBI COMPORTAMENTALI E PRINCIPI GENERALI NELL’INTERVENTO DI CURA: L’aggressività, le allucinazioni, i deliri, l’irritabilità, la ripetitività del paziente: una quotidianità con cui ogni operatore deve convivere. Cosa sono? Da dove nascono e come affrontarli?  Protesicità, Alleanza terapeutica, Eccesso di disabilità, Validità Ecologica, Riserva Celebrale: Quali sono, e come si strutturano, i più importanti principi di intervento che accompagnano l’operatore nel suo gesto globale di cura?
  8. LA VALUTAZIONE DEL RISULTATO DELL’INTERVENTO RIABILITATIVO E IL BORN OUT DELL’OPERATORE. Cosa sta alla base del “born out” che può colpire l’operatore? Come intervenire sul suo calo di motivazioni, sul suo malumore, sul suo stress e sulla depressione che lo possono colpire? Esistono metodi che ci possono aiutare nel misurare e tracciare l’efficacia del nostro intervento?
  9. LA COMUNICAZIONE MEDICO-PAZIENTE: le profonde modifiche intervenute nelle dinamiche di comunicazione globale ha toccato e coinvolto una parte importante della nostra vita: la salute e con essa la malattia. Ciò che è profondamente mutata è la disponibilità generale di informazioni e soprattutto la facile accessibilità. Oggi i pazienti arrivano “esperti” facendo apparire minore il bisogno di ricevere un supporto medico viso a viso: ma non è così. Inoltre, un notevole e spesso ingiustificato carico mediatico su casi malasanità, contribuisce a creare pregiudizi infondati sulle capacità e la professionalità degli operatori. Il corso propone un viaggio all’interno di tutte le fasi di comunicazione tra personale sanitario (medici/infermieri), paziente e famigliari che parte dall’accoglienza fino alla comunicazione della dimissione/lutto. Un viaggio fatto di riflessioni e consigli pratici utili a migliorare la comprensione empatica del paziente: base di ogni gesto di cura.
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