Comportamento abnorme del lavoratore

Comportamento abnorme del lavoratore

I noti recenti fatti di cronaca riguardanti la sicurezza sul lavoro (dall’incidente mortale nell’azienda tessile di Prato alla caduta della cabina della funivia del Mottarone), hanno acceso i fari sugli infortuni sul lavoro, e in particolare sulle responsabilità degli amministratori e dei lavoratori. Ma quando un lavoratore può essere dichiarato responsabile di un determinato incidente? Una recente sentenza della Corte di Cassazione affronta proprio questo tema.

I FATTI

Livorno, febbraio 2010, in una centrale termoelettrica dotata di un impianto automatico di spegnimento antincendio.

L’impianto funziona non con gas CO2, con polvere o acqua, spesso usati, ma con gas Halon, che già dal 1994 non era più ammesso, se non con particolari deroghe che non interessano questa azienda. Gli amministratori sanno che occorre adeguare l’impianto, ma non hanno mai voluto effettuare la spesa, mentre i termini di legge sono scaduti ad inizio 2007.

La ditta esterna incaricata di effettuare le manutenzioni semestrali si è rifiutata da tempo di proseguire le manutenzioni su questo impianto.

L’RSPP interno dell’azienda, CR le sue iniziali, ha più volte fatto presente a datore di lavoro e dirigente il problema.

Dal 2001 CR non è solo RSPP, ma causa carenza di personale si occupa anche di attività materiali. Ad esempio della sostituzione delle bombole di gas Halon che alimentano l’impianto di spegnimento. Queste bombole erano in commercio fino al mese prima, gennaio 2010, ed evidentemente l’azienda ne aveva ancora qualcuna.

A febbraio i Carabinieri annunciano che stanno per effettuare una visita di controllo in azienda. Il datore di lavoro, RB le sue iniziali, manda una mail a CR chiedendogli di controllare che sia tutto a posto, facendo esplicito riferimento alla necessità di smaltire le bombole di gas Halon. Tale mail è stata inviata per conoscenza anche al dirigente responsabile della centrale.

Ricevuta la mail, CR scollega la bombola di gas Halon dall’impianto di spegnimento, pensando così di attenuare la responsabilità dei suoi superiori. Ma nello scollegare la bombola CR è investito da una scarica violenta e improvvisa di gas. La scarica divelte gli ancoraggi della bombola dalla parete, con il risultato che la bombola colpisce CR al viso, con lesioni personali gravissime.

A seguito dell’infortunio sono intervenuti i Vigili del Fuoco, secondo i quali CR aveva fatto una manovra “impropria”. Il giudice di primo grado condanna datore di lavoro e dirigente: il datore di lavoro non aveva adottato le misure necessarie per prevenire l’infortunio, ovvero non aveva sottoposto alla dovuta manutenzione l’impianto di spegnimento.

Datore di lavoro e dirigente ricorrono in Cassazione, lamentando che quanto effettuato da CR sulla bombola è stato improprio, pericoloso, esorbitante dalle sue mansioni. Il datore di lavoro non poteva prevedere il comportamento del proprio lavoratore, anzi non sapeva neanche che l’impianto antincendio non fosse a norma, e neanche che fosse presente nella Centrale del gas non a norma.

Il giudizio della Corte di Cassazione

Il comportamento di un lavoratore è “abnorme” esclusivamente quando è fuori da ogni possibilità di controllo da parte di datore di lavoro, eventuali dirigenti e preposti, a causa della sua stranezza e imprevedibilità.

Il comportamento non è abnorme se un lavoratore compie un’operazione che rientra nelle proprie attribuzioni, “nel segmento del lavoro che gli era stato assegnato” (come detto dalla Corte di Cassazione in un’altra sentenza del 2011), “un incombente che non è eccentrico rispetto alle mansioni che gli sono state assegnate in modo specifico, anche se inutili e imprudenti” (come detto dalla Corte di Cassazione in un’altra sentenza del 2013).

Nel caso in esame CR ha fatto un’azione rischiosa e impropria, che doveva essere svolta solo da personale specializzato, ma la sua azione era prevedibile ed evitabile, quindi non abnorme.

Corte di Cassazione Penale, Sez. IV, 19 febbraio 2021, n. 6505

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