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La valutazione del rischio stress

L’Europa vuole che tutti i datori di lavoro prendano a cuore il problema stress dei propri lavoratori. Dopo un po’ di resistenza, l’Italia si è adeguata e ha introdotto questo obbligo. Ma come si fa a misurare il livello di stress dei lavoratori?


L’INAIL ha realizzato un questionario cui deve rispondere il datore di lavoro, o un suo delegato, per conto dei diversi gruppi omogenei dei propri lavoratori. Si tratta di domande relative all’assenteismo, l’orario di lavoro, la presenza di determinati rischi, ecc. Nel caso, per un determinato gruppo di lavoratori, il punteggio ottenuto dalle risposte superi la soglia prefissata, il datore di lavoro deve mettere in atto una serie di rimedi per affrontare il problema.


In caso di infortunio da parte di un lavoratore, ma anche nel caso di un controllo a campione, la mancata valutazione del rischio stress dei lavoratori può comportare, per il datore di lavoro, una sanzione di 7 mila euro di multa e, nei casi più gravi, l’arresto fino a 6 mesi. Si tratta di un reato penale. La valutazione deve essere rifatta ogni 2 anni.


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