CHI DEVE LAVARE GLI ABITI DA LAVORO

CHI DEVE LAVARE GLI ABITI DA LAVORO

La riforma della sicurezza sul lavoro, approvata a fine 2025, ha messo nero su bianco quello che la Cassazione aveva già espresso più volte, l’ultima lo scorso agosto: la pulizia deve garantire l’igiene e l’efficienza protettiva dell’indumento, evitando rischi per il lavoratore. Il datore di lavoro non può demandare il lavaggio ai propri dipendenti, ma deve occuparsene direttamente.

Questa è la sintesi della novità introdotta da pochi mesi nel nostro ordinamento. Non si tratta di una rivoluzione assoluta, poiché da sempre spetta al datore di lavoro fornire i DPI (Dispositivi di Protezione Individuale) e mantenerli efficienti. Ma ora il datore deve mantenere efficienti anche quegli indumenti che hanno una funzione di protezione, nonostante non siano classificati come veri e propri DPI.

Quando un indumento è protettivo?

È necessario considerare come DPI, con tutti gli obblighi connessi, anche gli indumenti che proteggono i lavoratori dal contatto con sostanze corrosive, proiezione di schegge, archi elettrici o temperature estreme. Questo principio si applica anche se tali capi non sono stati acquistati originariamente con la dicitura specifica di dispositivo di protezione.

Mantenere efficienti questi indumenti significa che il lavaggio e la decontaminazione non devono essere lasciati al lavoratore nel proprio ambito domestico. Lavare in casa abiti tecnici, come ad esempio gli indumenti ad alta visibilità, può degradare i materiali e ridurne la sicurezza (si pensi alla perdita di rifrangenza). La corretta manutenzione deve essere garantita dall’azienda tramite servizi di lavanderia specializzati. Se, per accordi particolari o necessità improvvise, il lavaggio resta a carico del lavoratore, quest’ultimo ha diritto al rimborso delle spese sostenute.

Un focus sul settore HORECA e sull’HACCP

Nel settore alimentare e della ristorazione la questione non riguarda solo la sicurezza del lavoratore, ma anche la sicurezza alimentare. L’abito da lavoro è a tutti gli effetti uno strumento di prevenzione contro la contaminazione dei prodotti. Consentire il lavaggio domestico della divisa da cucina, o da banco, non garantisce che il lavaggio raggiunga la temperatura necessaria a eliminare la carica batterica. Il contatto con agenti esterni, ad esempio peli di animali, polveri o detersivi non idonei, può compromettere l’igiene del capo. La sanificazione degli abiti deve essere garantita dal datore di lavoro, il processo deve essere tracciabile e sicuro. Occorre pertanto affidarsi a lavanderie industriali, interne o esterne, per assicurare che ogni indumento torni in servizio perfettamente igienizzato.

Abbigliamento e DVR

Perché l’indumento sia riconosciuto come dispositivo di protezione individuale, con l’obbligo di lavaggio a carico dell’azienda, il Documento di Valutazione dei Rischi deve indicare chiaramente che esso serve contro sostanze corrosive, proiezioni di schegge, rischi termici o biologici, ecc. Se il DVR non riporta queste specifiche, l’indumento rimane un banale abito civile o una divisa di cortesia. La valutazione dei rischi deve essere precisa e aggiornata per evitare contestazioni.