FORMAZIONE LAVORATORI DI BAR E RISTORANTI

FORMAZIONE LAVORATORI DI BAR E RISTORANTI

Le aziende del settore ristorativo e ricettivo come bar, ristoranti, alberghi e campeggi, hanno spesso la necessità di inserire personale a chiamata per coprire picchi di lavoro o prenotazioni improvvise. Per queste realtà rispettare l’obbligo di completare la formazione sulla sicurezza, prima che il lavoratore inizi l’attività, è sempre stata una sfida organizzativa notevole.

Dallo scorso dicembre è in vigore una novità importante: l’introduzione dell’articolo 1-bis al decreto sulla sicurezza, che concede una specifica deroga temporale.

Cosa cambia e per chi

La riforma stabilisce che, per le imprese turistico-ricettive e gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, la formazione obbligatoria e l’addestramento specifico possono essere completati entro 30 giorni dall’assunzione.

Aziende interessate: solo quelle classificate come “ristorative e ricettive”, secondo il codice Ateco di riferimento.

Per tutte le altre aziende: per i settori non inclusi non cambia nulla. La formazione deve essere completata interamente prima che il lavoratore inizi la propria attività.

I limiti della deroga

Nonostante la nuova deroga, il neoassunto non può iniziare a lavorare senza aver iniziato il corso. La formazione deve comunque essere avviata prima che il lavoratore inizi la propria attività e completata entro 30 giorni.

Poiché il lavoratore non ha ancora completato il corso, e quindi potrebbe non essere pienamente consapevole di tutti i rischi, il datore di lavoro o un preposto devono vigilare attentamente sulle sue attività, per evitare che si faccia male.

Perchè è rischioso rimandare

La sentenza della Corte di Cassazione n. 6301/2024 ha ribadito che la mancanza di formazione tempestiva è una responsabilità diretta del datore di lavoro in caso di infortunio. Se un lavoratore si fa male nei primi 30 giorni, e l’azienda non ha ancora fornito nemmeno le basi o non ha vigilato correttamente, la sanzione penale è quasi certa.

In sintesi: La riforma è un’ottima notizia per la flessibilità di bar e hotel, ma non deve diventare un motivo per non far seguire il corso