PERSONA ESPERTA(PEV), PERSONA AVVERTITA(PAV) E PERSONA IDONEA(PEI)

PERSONA ESPERTA(PEV), PERSONA AVVERTITA(PAV) E PERSONA IDONEA(PEI)

Le aziende che effettuano interventi su impianti o apparecchiature elettriche devono avere personale formato sulla gestione del rischio elettrico. I lavoratori devono operare in sicurezza, prevenendo i rischi derivanti da shock elettrico e arco voltaico. L’obbligo è stabilito dal decreto 81 del 2008, ma dettagliato dalla norma tecnica CEI 11-27.

I corsi e le qualifiche

Il corso PES PAV certifica, mediante l’attestato, che il lavoratore conosce la teoria sul rischio elettrico. È anche chiamato livello base perché è il primo corso e ha una durata di 14 ore. Dopo di esso, il datore di lavoro deve nominare e assegnare le qualifiche di PES e di PAV sulla base dell’esperienza, dell’affidabilità della persona e del titolo di studio.

PES (Persona Esperta): i lavoratori che sono in grado di analizzare i rischi, pianificare ed eseguire i lavori in completa autonomia.

PAV (Persona AVvertita): i lavoratori che possono eseguire lavori elettrici esclusivamente sotto la sorveglianza di una persona esperta.

I lavoratori autonomi e i datori di lavoro, ovviamente dopo aver seguito il corso, possono autocertificare i propri requisiti.

Per effettuare lavori sotto tensione, fino a 1.000 Volt in corrente alternata e 1.500 Volt in corrente continua, occorre seguire un ulteriore step: il corso PEI di 4 ore che fornisce all’interessato l’appellativo di Persona Idonea.

Oltre i 1.000 Volt in corrente alternata e i 1.500 Volt in corrente continua, si entra nel campo dell’alta tensione. In Italia è vietata l’esecuzione di lavori sotto tensione in alta tensione, a meno che non si venga appositamente autorizzati dal Ministero del Lavoro. Per chi deve operare su impianti industriali, cabine di trasformazione o infrastrutture di rete che superano tali valori, i lavori devono essere eseguiti fuori tensione, applicando le regole della sicurezza elettrica per l’alta tensione.

Chi deve seguire questi corsi

L’obbligo della formazione è esteso a tutte le figure che eseguono lavori elettrici o che operano in prossimità di parti in tensione. I principali settori e professionisti interessati sono :

  • Impiantisti e manutentori: elettricisti industriali e civili, manutentori di cabine elettriche, tecnici che operano su quadri di distribuzione, impianti fotovoltaici o eolici
  • Meccanici e carrozzieri: chi effettua manutenzioni, riparazioni o messa in sicurezza su veicoli ibridi ed elettrici
  • Manutentori industriali e di macchinari: tecnici che intervengono sulla parte elettrica di linee di produzione, automazioni, impianti di climatizzazione e riscaldamento
  • Installatori di infrastrutture di ricarica: gli addetti al montaggio e al collaudo delle colonnine per la mobilità elettrica
  • Tecnici dell’elettronica e dell’automazione: il personale che opera su apparati tecnologici complessi non ancora isolati

Le sanzioni

Il datore di lavoro che non provvede alla formazione dei propri lavoratori può essere punito con l’arresto da 2 a 4 mesi oppure con un’ammenda da 1.708,61 a 7.403,96 euro. Tali sanzioni non sono fisse: se la violazione riguarda più di 5 lavoratori l’importo raddoppia e se coinvolge più di 10 lavoratori viene triplicato.

E’ anche prevista una sanzione per aver affidato lavori sotto tensione a persone non idonee. Si tratta dell’arresto da 3 a 6 mesi oppure l’ammenda da 2.500 a 6.400 euro.

Si tratta di violazioni molto gravi, pertanto l’organo di vigilanza (ASL o Ispettorato del Lavoro) può disporre la sospensione immediata dell’attività aziendale. Per revocare il provvedimento, oltre ovviamente ad effettuare i corsi, è necessario il pagamento di una somma aggiuntiva di 3.000€ fissi più 300 euro per ogni lavoratore irregolare. Per le imprese che operano in cantieri, la presenza di lavoratori irregolari o privi della formazione obbligatoria comportano la decurtazione diretta e immediata di 5 crediti per lavoratore, con il rischio di scendere sotto la soglia minima di 15 crediti e dover bloccare tutti i lavori per diverso tempo.

In caso di infortunio, dovuto a schock elettrico o arco voltaico, l’ammenda si trasforma in un procedimento penale per lesioni colpose oppure per omicidio colposo. Le assicurazioni, inoltre, se accertano che mancava la formazione, esercitano sempre il diritto di rivalda sull’azienda, rifiutandosi di coprire i danni civili.