ATTENZIONE : EMERGENZA CALDO

ATTENZIONE : EMERGENZA CALDO

La Regione Piemonte ha emesso, considerate le alte temperature di questo periodo, l’ordinanza contro il caldo nel mondo del lavoro. Le regole descritte di seguito devono essere rispettate fino al 31 agosto 2026.

Nei giorni in cui il rischio è elevato, è vietato il lavoro all’aperto con esposizione diretta e prolungata al sole dalle ore 12:30 alle ore 16:00.

A chi interessa

Tutti i lavori che comportano uno sforzo fisico elevato, come la movimentazione manuale di carichi pesanti, lo scavo manuale, l’uso intensivo di attrezzi e la salita ripetuta di scale.

Il divieto si applica ai settori in cui si svolge attività fisica intensa all’aperto. I comparti principali sono:

  • Agricoltura, florovivaismo e manutenzione del verde
  • Cantieri edili
  • Cantieri affini (infrastrutture e reti)
  • Attività in cava
  • Logistica e consegne urbane

Quando scatta il blocco

Il divieto non è automatico per tutti i giorni della settimana. È necessario consultare il sito internet della piattaforma Worklimate della Regione Piemonte e inserire il Comune in cui si trova il cantiere o l’azienda. Il sistema mostra le previsioni del rischio per tre giorni:

  • se il colore è rosso (livello di rischio alto): il divieto deve essere applicato.
  • se il colore è verde, giallo o arancione: il lavoro può proseguire, ma devono comunque essere adottate le normali misure di prevenzione.

Le eccezioni : come continuare a lavorare

Le attività a rischio possono comunque essere svolte nella fascia oraria critica se sono adottati rimedi tecnici o organizzativi capaci di azzerare l’esposizione al sole diretto o di ridurre lo sforzo fisico. Ecco alcuni esempi.

  • Schermature e ombreggiamenti: uso di gazebo mobili o tensostrutture sopra la zona di lavoro, oppure installazione di reti ombreggianti ad alta densità sui ponteggi.
  • Meccanizzazione dello sforzo: sostituzione del lavoro manuale con miniescavatori, gru o sollevatori.
  • Cabine climatizzate: uso di trattori, dumper, rulli o escavatori dotati di aria condizionata perfettamente funzionante.
  • Spostamento delle mansioni: trasferimento dei lavoratori all’interno dell’edificio (per lavori edili al coperto e ventilati) o svolgimento di attività di ufficio, officina o formazione in aula climatizzata.
  • Dispositivi specifici: utilizzo di gilet refrigeranti (Cooling Vest) o sistemi di ventilazione forzata localizzata all’ombra.

Nota legale importante

L’adozione di questi rimedi deve essere formalizzata e integrata nel Piano Operativo di Sicurezza (POS) o nel DVR aziendale. Non è sufficiente acquistare un gazebo: deve essere dimostrato che la misura applicata sia efficace nel portare il livello di rischio del lavoratore al di sotto della soglia di pericolo.

Consiglio finale

Per recuperare le ore di fermo pomeridiano, è possibile riorganizzare i turni anticipando il lavoro all’alba o posticipandolo alla sera. I Comuni sono stati invitati a concedere deroghe speciali ai regolamenti sui rumori proprio per favorire questa flessibilità.