Toner e sicurezza delle stampanti

Toner e sicurezza delle stampanti

A cosa siamo esposti durante il funzionamento di stampanti e fotocopiatrici

Durante il loro funzionamento questi apparecchi emettono piccole quantità di polvere, composti organici volatili (COV) e ozono.

La polvere prodotta da queste attrezzature è soprattutto polvere di carta, ma anche un poco di polvere di toner. I toner sono costituiti da particelle piccolissime di materia termoplastica (copolimeri stirolo-acrilici, nelle stampanti ad alto rendimento anche poliestere), che si fissano sulla carta per fusione. I toner sono anche muniti di un pigmento colorante: nei toner neri si utilizza il nerofumo (carbon black o nerofumo per uso industriale) oppure l’ossido di ferro; nei toner di altri colori si ricorre a pigmenti organici. Sono state effettuate analisi chimiche su diversi toner: oltre al carbonio, al ferro e al rame sono presenti anche piccole percentuali di diversi altri elementi. In particolare titanio, cobalto, nichel, cromo, zinco, stronzio, zirconio, cadmio, stagno, tellurio, tungsteno, tantalio, piombo, cera, acido silicico (diossido di silicio amorfo come antiagglomerante), piccole quantità di sali metallici.

I COV possono derivare dalla fusione del toner, ma anche dal riscaldamento della carta. Sono ad esempio lo stirolo, il toluolo, l’etilbenzolo, lo xilolo, i fenoli, le aldeidi e i chetoni. Soprattutto negli apparecchi più datati è stata accertata la presenza di benzolo.

L’ozono è il responsabile dell’odore acre che si avverte quando si fa una stampa o una fotocopia. Se è presente nell’ambiente in quantità eccessive può causare bruciore agli occhi e irritabilità delle mucose.

Le stampanti laser e le fotocopiatrici sono pericolose?

Nonostante la presenza di tutti questi inquinanti, si può stare relativamente tranquilli: diversi studi hanno mostrato come le concentrazioni di particelle nell’aria degli uffici durante e dopo il processo di stampa sono piuttosto esigue rispetto all’aria esterna.

Anche l’ozono è stato notevolmente ridotto negli apparecchi moderni grazie al sistema di trasferimento con rulli.

Per quanto riguarda il rischio di tumori maligni delle vie respiratorie, ad oggi non esistono studi epidemiologici che indichino una relazione tra tumori ed esposizione a polveri di toner. Esiste uno studio pilota che evidenzia un’associazione tra la durata dell’esposizione professionale e i danni al DNA linfocitario rivelati al comet assay e la formazione di micronuclei nelle cellule della mucosa boccale (Kleinsorge et al.). Gli studi in vivo con ratti e criceti sottoposti ad inalazione di polveri di toner non hanno fornito indizi relativi a potenziali effetti cancerogeni. Eppure l’istituto di patologia dell’Università di Rostock ha riportato il caso di un paziente morto di tumore ai polmoni. L’uomo lavorava come tecnico addetto alle stampanti e alle fotocopiatrici e nel tumore sono state ritrovate delle particelle di toner. Non è stato possibile stabilire una relazione causale tra le emissioni di polvere di toner e il tumore polmonare, ma la medicina dovrà approfondire gli studi sugli effetti cancerogeni delle particelle di toner.

Come cautelarsi

Il rischio di un danno acuto alla salute è trascurabile, ma possono presentarsi disturbi nei soggetti che hanno mucose ipersensibili nelle vie respiratorie superiori e inferiori. Queste reazioni possono essere evitate migliorando l’igiene del posto di lavoro, soltanto in casi rari sono state documentate delle vere e proprie allergie al toner. In caso di malesseri, è necessario valutare e applicare dei provvedimenti per migliorare l’igiene dell’ambiente di lavoro, prendendo eventualmente in considerazione la possibilità di sostituire la stampante laser con una a getto d’inchiostro.

Se anche si può stare relativamente tranquilli durante il normale funzionamento di questi apparecchi, le aziende devono considerare che sono possibili esposizioni molto più elevate alla polvere di toner in caso di guasti e durante le manutenzioni, anche solo durante la sostituzione della cartuccia. Ecco quindi qui di seguito alcune raccomandazioni:

  • leggere il manuale d’uso e rispettare le istruzioni riportate
  • collocare gli apparecchi in un locale ampio e ben ventilato
  • le apparecchiature di elevata potenza devono essere installate in un locale separato, possibilmente dotato di un impianto di aspirazione locale
  • le bocchette di scarico dell’aria non devono essere direzionate verso le persone
  • occorre eseguire regolarmente la manutenzione delle apparecchiature
  • è meglio scegliere gli apparecchi che utilizzano sistemi di toner chiusi
  • le cartucce del toner devono essere sostituite secondo le indicazioni del produttore
  • durante la sostituzione del toner non bisogna forzare il coperchio di apertura
  • occorre rimuovere con un panno umido le tracce di toner
  • se ci si sporca di toner occorre lavarsi con acqua e sapone
  • in caso di contatto con gli occhi, lavare con acqua per 15 minuti
  • in caso di contatto con la bocca, sciacquare abbondantemente con acqua fredda
  • per le attività di pulizia non bisogna utilizzare acqua calda o bollente per evitare che il toner diventi appiccicoso
  • i fogli inceppati all’interno della macchina devono essere estratti con molta cautela per non sollevare polvere
  • durante la ricarica del toner, liquido o in polvere, è meglio indossare guanti monouso
  • per la pulizia interna occorre utilizzare un aspiratore certificato, non usare getti d’aria, evitare di soffiare nell’apparecchio
  • nel caso si abbia notevole emissione di polveri, ad esempio durante la pulizia di apparecchi vecchi e sporchi, occorre garantire una buona ventilazione e si consiglia di utilizzare un respiratore antipolvere con livello di protezione FFP2, da cambiare se diventa umido, se si danneggia o se viene direttamente a contatto con la polvere di toner. Durante queste attività si consiglia anche di indossare occhiali di protezione
  • terminata la manutenzione occorre pulire la zona attorno all’apparecchio con un panno umido
  • durante le attività di pulizia, soprattutto quando si usa un detergente, indossare guanti di protezione adeguati

L’alternativa

Le stampanti a getto d’inchiostro hanno avuto un notevole progresso tecnologico e da qualche anno esistono modelli ad alta velocità. Per quanto riguarda le loro emissioni inquinanti sono stati finora realizzati pochi studi. L’IFA, l’Istituto tedesco per la sicurezza sul lavoro dell’assicurazione infortuni, ha analizzato tre stampanti di questo tipo ed evidenziato come la concentrazione di particelle rilevata si è attestata a un livello molto basso; i composti organici volatili e molto volatili sono stati inferiori al valore totale richiesto dal certificato di eco-compatibilità «Blauer Engel» assegnato a stampanti a emissioni particolarmente basse.

Il grosso vantaggio delle stampanti a getto d’inchiostro è che non emettono ozono.